Accendere sigarette ai fantasmi
11 luglio 2026
L’esposizione muove intorno al più recente, ampio e stratificato, ciclo di oli su carta dell’artista, punteggiato da due raccolte intense e colloquiali: Mele ed Agavi, piccoli formati che odorano in superficie di istanze novecentiste e affondano lenti negli archetipi della pittura. La narrazione si completa infine nel gioco di finestre e sfondamenti dell’ultima sala, una relazione a scatole cinesi con un nucleo di opere dipinte intorno gli anni ‘70 dalla madre dell’artista, la pittrice Laura Natangelo, su una rotta lirica che va da Casorati ad una matrice espressionista aspra e mediterranea. Una relazione questa, che si configura come dimensione in cui presenti alternativi collidono sulle pareti.
L’eredità è qui un tema centrale, e non soltanto nel rapporto obliquo con la materia pittorica, affare familiare e quotidiano per i due artisti. Nel testo che accompagna la lettura delle opere – prendendo in prestito alcune righe firmate nel 1969 del poeta Adriano Spatola – Federico Lupo scrive infatti: «Per il poeta [il pittore] l’eredità è un fatto scontato. […] Egli si sente in dovere di assumere a tutti i costi il ruolo di manipolatore del fantasma», determina quindi l’innesco dell’immagine come un sistema opaco di trasmissione di informazioni spettrali, esplorando le possibilità combinatorie della materia. L’eredità è in questa narrazione un organismo esausto, un organismo da montare e smontare nascondendo sotto il tappeto la struttura logica che sottostà al linguaggio.
Il titolo della mostra allude alla possibilità di compiere ancora azioni quotidiane per due, bruciare sigarette al cielo ed ingannare il tempo. Accendere sigarette agli amici pittori di un viaggio confidenziale, da Cézanne a Fiume, da Gauguin a Sironi.
La memoria è straniera, la pittura accade quando il pittore non ricorda più nulla di sé e si lascia attraversare.
Ingresso: Gratuito. Visite su prenotazione.
Per info www.marthapalermo.it scrivendo a info@marthapalermo.it o su whatsapp +393331008512.

È uno dei giovani autori della nuova pittura siciliana. Il suo lavoro si apre allo sguardo come un collage di frammenti ordinari emersi su una pelle diafana. Si tratta di membrane, corpi liquidi addomesticati ed immersi in una natura raccontata per segni pallidi e cromatismi veloci. Terminati gli studi tra l’Italia e la Francia, collabora in qualità di assistente con l’artista Aleksandra Mir. Alla prima mostra personale Deadline, una riflessione sul ritratto e sull’identità, presso lo spazio indipendente Zelle arte Contemporanea, seguiranno collettive, in Italia e all’estero. È stato creative director del periodico Post edito da Mimesis. Tra i fondatori di Azoto Project & Communication, ha curato progetti con artisti come Lovett e Codagnone (Manifesta 12), campagne di comunicazione e workshop sui temi della grafica e della stampa con artisti come Monica Dengo e Max Fish.
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Esposizioni
Buglisi, Di Liberto, D’Avola Corte – Opening
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